Recensione Concerto Accademia Chigiana

SIENA – Salone dell’Accademia Chigiana (10.02.2006)

La ottantatreesima stagione musicale dell’Accademia Musicale Chigiana ha presentato a Siena, a metà del suo folto cartellone invernale, uno stimolante appuntamento con la formazione strumentale Cosarara, nata nell’ambito dell’omonimo centro indipendente di ricerca e promozione musicale, che ha la sua sede a Cremona. Cosarara è stata fondata nel 2000; i suoi bravi strumentisti – che sono soliti suonare su strumenti antichi o copie di originali – sono diretti sin dall’origine da Giuseppe Camerlingo, musicista napoletano che dopo essere stato a lungo attivo quale maestro sostituto nei maggiori teatri italiani, è passato all’attività di direttore d’orchestra e di insegnante in vari conservatori italiani. Con la formazione da lui guidata, Camerlingo ama presentare talvolta inusuali programmi che, oltre ad indagare il nostro sterminato patrimonio musicale (specie quello del Sei-Settecento) sanno accostarsi talvolta anche ad autori a noi contemporanei, e meno conosciuti al grande pubblico. In questa linea il concerto dato in febbraio alla Chigiana, che ha fornito ulteriore conferma della grande qualità della compagine cremonese e della competenza del suo direttore, sapeva accostare in modo inusuale alcuni raffinati brani di Penderecki e di Gorecki (tutti, casualmente, riportanti il medesimo titolo, cioè Tre pezzi in stile antico per archi), al Mozart meditativo dell’ Adagio e fuga in do minore; consegnando al pubblico infine, nella seconda parte, un’appassionata e precisa esecuzione del meraviglioso Stabat Mater di Pergolesi, per la quale erano state chiamate a collaborare – apportando la consueta bravura – il soprano Stefania Donzelli ed il mezzosoprano Romina Basso.

GILBERTO MION

Corriere del Teatro
Rivista dell’Opera fondata da Mario De Giorgis nel 1949

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